Mercè Rodoreda

Mercè Rodoreda (1908-1983) è la scrittrice più letta e tradotta della letteratura catalana. Nel 1928, a vent'anni, sposò uno zio di quattordici anni più grande di lei e iniziò a scrivere. Di questo periodo sono i suoi primi quattro romanzi che però, successivamente, rifiutò, considerandoli come il lavoro di un'artista ancora inesperta. Ne salverà solo uno, Aloma, che tuttavia riscrisse quasi per intero nel 1969. Dopo la fine della guerra civile fu costretta all'esilio, prima in Francia e poi a Ginevra, dove scrisse i suoi romanzi più importanti. Nel 1962 pubblicò La piazza del Diamante, opera che la consacrò come la più importante scrittrice catalana, a cui seguì nel 1966 Via delle Camelie e nel 1967 Giardino sul mare. Nel 1972, quando la dittatura di Franco stava volgendo al termine, tornò in Spagna e si stabilì a Romanyà de la Selva, vicino a Girona. Qui si dedicò alla scrittura e alla sua altra grande passione: i fiori. Nel 1974 pubblicò il suo romanzo più ambizioso, Specchio infranto, e la raccolta di racconti Viaggi e fiori. Nel 1980 uscì Quanta, quanta guerra.